martedì 31 ottobre 2017

Impianti di presidi biologici per la ricrescita della cartilagine e tessuto osseo. Medicina rigenerativa e #lesionicartilaginee

Impianti di presidi biologici e #lesionicartilaginee 

Dai primi esperimenti con le nanotecnologie nel campo della medicina rigenerativa sono passati diversi anni e da allora già migliaia di interventi sono stati eseguiti con notevole successo.

I primi impianti di presidi biologici, inseriti nelle lesioni ossee, furono messi a punto dal CNR dando subito ottimi risultati come ad esempio la tecnica che consente la ricrescita della cartilagine e tessuto osseo sulle ginocchia danneggiate.

Parlo di questo perché tra le lesioni più frequenti sono proprio quelle della cartilagine ed osteocondrali, cioè quei danni che coinvolgono anche l’osso sottostante la cartilagine.


Se un tempo l'unica cura possibile era quella di ricorrere a protesi metalliche, oggi sempre più spesso si ricorre agli impianti dei presidi biologici che permettono la ricrescita della cartilagine e la rigenerazione delle articolazioni, quella che viene chiamata medicina rigenerativa.

Il motivo dello sviluppo ed evoluzione di queste nuove pratiche mediche è semplice: ricorrere all'ausilio della medicina rigenerativa offre numerosi vantaggi in più rispetto alla passata chirurgia ortopedica sostitutiva, soprattutto nei pazienti più giovani.

Infatti, se il paziente non è molto anziano, i principali aspetti negativi di un impianto di protesi, consistono nell'intera o parziale sostituzione di una parte dell'articolazione con componenti metalliche, che per quanto perfette non avranno mai un comportamento identico a quello dell'articolazione originale che andranno a sostituire, soprattutto se si parla del ginocchio e dei corretti movimenti per la deambulazione, come salire e scendere le scale, che queste protesi sono chiamate ad effettuare. 

Per questo motivo, gli impianti ortopedici di protesi, spesso hanno un elevato tasso di fallimento ed inoltre le protesi stesse hanno una vita media di 15 anni.

Viene da sé che se il paziente con #lesionicartilaginee è ancora piuttosto giovane, e considerando anche l'innalzamento della vita media, molto frequentemente si pone il problema della necessità di effettuare un ulteriore intervento di sostituzione, avanti negli anni, per usura della protesi impiantata, ma questo comporta l'aggravio di sapere già che l'intervento dovrà poi essere eseguito su persona già piuttosto anziana, con tutti i rischi che questo comporta per la persona stessa, che per una percentuale più alta di fallimento dell'intervento protesico stesso.

Poter fin da subito eliminare tutte le criticità legate all'impianto di protesi è un gran passo avanti reso possibile dalla medicina rigenerativa. 

Chiunque subisse una lesione delle articolazioni, della cartilagine o ossea oggi potrebbe ripristinare subito e perfettamente le funzionalità danneggiate attraverso le moderne tecniche di rigenerazione cartilaginee e osteo-cartilaginee, evitando sacrifici e rischi per la salute in futuro.

All'intervento necessario per effettuare l'impianto del dispositivo o presidio biologico di nanostrutture complesse che permetterà la nascita e rigenerazione delle nuove cellule di tessuti danneggiati deve chiaramente fare seguito una fase di riabilitazione necessaria a rieducare i nuovi tessuti articolari a svolgere le normali funzioni richieste come flessione, estensione e capacità di movimento dell'articolazione da riparare, in modo da recuperare completamente la funzione originaria.

L’impianto di protesi rimane al momento consigliato soprattutto a quei pazienti di età avanzata, con difficoltà di rigenerazione dei tessuti legati a processi più lenti di formazione cellulare, poiché in questo caso la crescita di un nuovo tessuto articolare che guarisca la lesione è piuttosto difficile.

Nel video inserito, tratto dalla trasmissione "E se domani", vi è il caso clinico di una donna trattata con impianto di presidio biologico che è riuscita a guarire perfettamente, dopo il fallimento di un normale intervento di impianto di protesi.


Buzzoole

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