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lunedì 1 settembre 2014

Miopia, cos’è, come si previene e si cura


La miopia è una condizione anomala di rifrazione dell’occhio in cui, i raggi luminosi di un oggetto posto a una certa distanza, non vengono visualizzati a fuoco sulla retina, ma davanti alla stessa, facendolo apparire sfuocato e provocando la necessità di ridurre la distanza; il miope vede bene da vicino e male da lontano.

Questo difetto può essere causato dalla presenza del bulbo oculare particolarmente lungo (la maggioranza dei casi), da una modifica della curvatura superiore al normale della cornea o del cristallino, da un aumento del potere refrattivo del cristallino.

I sintomi principali della miopia sono difficoltà nel mettere a fuoco oggetti lontani e, a causa del tentativo di accomodamento, mal di testa, strabismo, affaticamento visivo.




Dopo aver constatato la presenza di una miopia attraverso una visita oculistica, è possibile intervenire con l’utilizzo di occhiali, lenti a contatto oppure tramite l’intervento chirurgico.

Gli occhiali montano lenti che rendono divergenti i raggi paralleli anche se potrebbero comunque causare problemi nel valutare distanze e profondità, per via della deformazione che la parte periferica delle lenti stesse può causare; un ulteriore difetto di queste lenti è il peso, sono spesse, pesanti e necessitano di una montatura robusta. Negli ultimi anni sono state sviluppate lenti più leggere, ma dai costi superiori.

Le lenti a contatto evitano i problemi dell’occhiale ma ne possono provocare altri: lacrimazione, problemi strutturali della cornea, e impossibilità a utilizzarli in alcuni ambienti.

L’intervento tramite laser opera sulla cornea asportandone vari strati in modo da ridurre la rifrazione dei raggi, facendo si che invece cadano direttamente sulla retina; la cornea ha uno spessore di circa 500 micron, ogni passata del laser ne asporta una quantità pari a un micron, perciò, per fare un esempio, nel caso di una miopia di 2 diottrie si tolgono 20 micron.

Il laser deve essere utilizzato preferibilmente su soggetti che abbiano compiuto almeno vent’anni (quando la miopia ha raggiunto un certo equilibrio), non è utilizzabile su diabetici, su soggetti che stiano utilizzando un certo tipo di farmaci e seguendo cure ormonali, su coloro che presentano malattie del tessuto connettivo.

La tecnica del laser a eccimeri si può dividere in due tipi, entrambi effettuati in anestesia locale previa somministrazione di collirio, la prima (quella già accennata) che prevede la riduzione della cornea è detta PRK (PhotoRefractive Keratectomy, altrimenti detta fotocheratectomia refrattiva) e porta al miglioramento della miopia in un lasso di tempo che varia dai due ai sei mesi; la seconda detta LASIK (Laser-ASsisted In situ Keratomileusis) prevede la parziale rimozione di uno strato intermedio di cornea, poi l’utilizzo del laser e il riposizionamento dello strato spostato prima, con un miglioramento nel giro di due tre giorni.

In ultimo vanno ricordate altre tecniche ritenute efficaci, quella che prevede la sostituzione del cristallino, l’impianto di lenti intraoculari, e la Cherototomia Radiale, una tecnica chirurgica che prevede l’utilizzo di un bisturi diamantato.

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