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lunedì 5 agosto 2013

Dolore alle ossa: differenza tra artrite e artrosi


Quando si parla di artrite e artrosi si tende spesso a fare confusione mentre, in realtà, si tratta di due patologie molto diverse tra loro con cause, disturbi e cure differenti.

La prima differenza evidente è data dal fatto che l’artrite è un processo infiammatorio mentre, l’artrosi, è una malattia degenerativa, molto più frequente nelle persone anziane in quanto soggette al progressivo “logorio” cui il corpo, in età avanzata, va incontro.

L’artrite è, come detto, un processo infiammatorio che può colpire anche i più giovani e si manifesta in vari modi, dolore e rigidità dell’articolazione colpita sono i presagi che accompagnano dolore, tumefazione, arrossamenti, rigidità mattutina; a questi si possono accompagnare anche stanchezza, febbre, anemia.




Le artriti fanno parte delle malattie reumatiche e si possono ben differenziare in osteoartrite, che colpisce le cartilagini, l’artrite reumatoide e artrite giovanile, che colpisce i tessuti oculari, epidermici, polmonari e vasi sanguigni, la gotta, patologia dolorosa che si manifesta tramite un gonfiore dell’articolazione dovuto all’accumulo di acido urico, il lupus eritematoso sistemico (LES), malattia autoimmune che colpisce vari organi del corpo e richiede continue cure, analisi e attenzioni.

Accanto a queste vanno considerate altri tipi di artrite che colpiscono, non le articolazioni ma i tessuti e gli organi interni; in generale ne esistono molti tipi, oltre a quelli appena accennati esistono anche l’artrite di Lyme, l’artrite psorisica, artrite reattiva, artrite tubercolare, fibromialgia e via via molti altri tipi.

Al contrario di quel che accade con l’artrosi, in caso di artrite è consigliata attività fisica.

L’artrosi è caratterizzata invece da un tipo di dolore meccanico dovuto alla cartilagine che si assottiglia; questo logorio è tipico dell’età avanzata perciò, è più diffusa tra chi ha superato i 60-65 anni di età.

Il risultato di questo processo di logoramento, fa si che le ossa delle articolazioni (in genere le più usate), non disponendo più di un “ammortizzatore”, subiscano un attrito nel corso dei movimenti, arrivando a creare degli osteofiti o speroni ossei, delle piccole sporgenze ossee che limitano i movimenti, incrementano gli stati dolorosi e possono portare all’impossibilità di utilizzare l’arto colpito.

Oltre a questa deformazione, il dolore, i movimenti sempre più limitati, i gonfiori sono sintomi caratteristici che tendono a peggiorare dopo movimenti sbagliati o attività fisica; è da notare che però, soprattutto in seguito a traumi, anche i più giovani possono incorrere in questa malattia.

Più in generale può definirsi primaria, secondaria, localizzata o generalizzata a seconda dell’origine, che può essere genetica, dovuta a interventi esterni (per esempio un trauma), o al fatto che interessi uno o più arti.

2 commenti:

  1. Sono brutti dolori, da quello che sento dire e mi spaventano un po'. :(

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    1. Ciao Letizia, mi fa piacere che ne hai sentito solo dire e ti confermo che sono una vera iettatura ..

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